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LE CAUSE DEGLI INCIDENTI STRADALI: PERCEZIONE VERSUS REALTÁ

Scritto da 100motori • Martedì, 1 dicembre 2009 • Categoria: Altro, Novità - Anticipazioni, Sicurezza



Droghe e alcol incidono soltanto per il 3,8%
Da anni la politica si sta impegnando con leggi e provvedimenti nel tentativo di ridurre la portata degli incidenti stradali che coinvolgono un numero molto alto di giovani e rappresentano una delle preoccupazioni più sentite dagli italiani.

Quali sono le colpe di tali incidenti?
Quale percentuale è legata all’alcol?

Qual è la percezione degli italiani rispetto a questo fenomeno? E ancora: il tema va affrontato in un’ottica di ordine pubblico, di salute pubblica, di disagio giovanile e sociale, di ricadute sul tessuto economico? Quali potrebbero essere, se vi sono, le alternative alla situazione esistente, nel quadro di un proficuo intervento pubblico?

Nel tentativo di cercare risposte, Fipe ha commissionato all’istituto Piepoli una ricerca dove viene messo in evidenza che cosa in realtà sta succedendo su strade e autostrade, quali sono gli effetti delle misure adottate a partire dall’introduzione della patente a punti per finire alle cosiddette “ordinanze creative” dei Sindaci.

Provvedimenti presi sulla base delle emozioni collettive non risolvono le problematiche ed anzi rischiano di crearne di nuove.
Nel dibattito politico le opinioni sono spaccate a metà: la frangia proibizionista e la frangia di chi dimostra di aver inquadrato esattamente la situazione.

Se non verrà fatta piena luce sui veri “colpevoli” degli incidenti stradali si rischia di perseguire e perseguitare l’imputato sbagliato, lasciando che i “serial killer” agiscano ancora indisturbati.

Ecco le tematiche che hanno animato il dibattito della tavola rotonda oggi a Milano resa particolarmente significativa dalla presenza del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, che più volte ha preso posizione sull’argomento.




Di seguito riportiamo una sintesi degli interventi e delle problematica affrontate. Nella parte finale del nostro articolo, se lo desiderate, potrete scaricare due documenti pdf che meglio approfondiscono l'argomento e lo quantificano con numeri e grafici.
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Uno dei temi che più colpiscono oggi l’opinione pubblica è quello dell’incidentistica stradale, che spesso coinvolge in modo grave, con feriti e morti, giovani da poco entrati nell’età adulta.


Gli incidenti stradali, in Italia, rappresentano la prima causa di morte nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni e sono determinati da fattori legati al guidatore, al mezzo e alle condizioni stradali, che tra di loro interagiscono.

Tra questi, i fattori legati al guidatore assumono certamente un ruolo predominante. Le statistiche indicano che la responsabilità degli incidenti stradali sia da attribuirsi per il 90- 95% a dinamiche che registrano il contributo dell’errore umano. Ci sono diverse scuole di pensiero a tal proposito: c’è chi pensa che il consumo di alcol e droghe sia la causa principale, chi la velocità, la distrazione o la spavalderia.



La percezione del fenomeno
La problematica degli incidenti stradali, soprattutto quelli mortali, è fra quelle più sentite in assoluto dall’opinione pubblica.

Nella realtà gli incidenti stradali mortali, come vedremo più avanti,  sono diminuiti sensibilmente , ma l’opinione pubblica sembra non accorgersene, colpita dalle notizie drammatiche che i media continuano a riportare.

Registriamo in tutte le fasce d’età un elevato livello di preoccupazione per il fenomeno, che interessa particolarmente i giovani (tav. 1 dell'allegato).

Proprio i giovani italiani con maggiore frequenza mettono in atto comportamenti  a rischio incorrendo in un maggior numero di multe e, sfortunatamente, anche di incidenti stradali (tav. 2 dell'allegato).

Paradossalmente l’abbinata: “incidenti mortali = alcol + droga”, che di fatto rappresenta solo una piccola minoranza delle cause degli incidenti, agli occhi dell’opinione pubblica si ingigantisce (tav. 3 dell'allegato).
Tra le varie bevande alcoliche, sono soprattutto i superalcolici (79%) seguiti dai cocktail (29%) ad essere indicati come maggiormente responsabili degli incidenti (tav. 4 dell'allegato).

Per qualcuno condizioni personali inadeguate: l’incapacità alla guida e questo vale per le persone che hanno preso da poco la patente e/o persone molto anziane con scarsa capacità di reazione
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La realtà
L’analisi della serie storica della mortalità per incidente stradale permette di cogliere alcune relazioni forti tra la dinamica del fenomeno e l’adozione di interventi legislativi e amministrativi.

Tra il 1997 ed il 2007 il numero dei morti è calato di circa ventiquattro punti percentuali ad un tasso medio annuo del 2,1% (tav.5).
Il punto di svolta nel trend della mortalità si registra nel 2003 quando nel mese di luglio viene introdotta la patente a punti insieme ad un generalizzato inasprimento delle sanzioni.

La riduzione della mortalità ha interessato ogni mese dell’anno, ogni giorno della settimana, ogni ora del giorno. La circostanza secondo la quale circa il 90% degli incidenti sono causati dall’inosservanza delle regole della circolazione rende ancora più evidente l’effetto delle misure assunte sulla riduzione dell’incidentalità.
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Conclusioni
Gli incidenti stradali sono, dunque, un tema caldo rispetto al quale i media incidono in modo importante nella costruzione dell’opinione.

Nonostante i dati oggettivi ci dicano che il trend degli incidenti stradali mortali sia diminuito drasticamente dal 2003, essi costituiscono un elemento di grave preoccupazione per gli italiani.

Il primo riferimento degli intervistati va all’alcol e alle droghe, alle “stragi del sabato sera” e solo dopo un momento di riflessione si arrivano a considerare altre situazioni (le distrazioni, l’alta velocità, il traffico).

Ciò crea in un certo senso una percezione distorta della realtà: una delle cause di gran lunga minoritarie degli incidenti diviene agli occhi dell’opinione pubblica la principale.
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